> Glossario delle forme carsiche <
28 termini, dalle doline alle concrezioni di grotta, in italiano, inglese, sloveno e tedesco.
Tocca un punto del disegno: la forma carsica si apre qui sotto.
Doline
Le doline sono forme tipiche delle regioni carsiche. Si configurano come depressioni grossolanamente a forma circolare od ovale, più o meno ampie (da pochi metri di diametro a parecchie centinaia di metri). Se al di sotto della dolina si trova una cavità e il soffitto della stessa crolla si formano le doline di crollo come ad esempio la grotta Noè nel carso triestino.
Polje
I polje sono grandi depressioni chiuse di origine mista. Sono infatti legati a fenomeni carsici (dissoluzione del carbonato di calcio) e spesso sono localizzati in depressioni tettoniche o al contatto tra rocce solubili (per esempio i calcari) e rocce insolubili come per esempio il Flysch.
Hanno dimensioni che raggiungono in lunghezza alcune decine di chilometri, i fianchi sono ripidi, acclivi, il fondo è piatto, roccioso o argilloso.
Nei polje attivi si ha un periodico allagamento del piano quando gli inghiottitoi non riescono a drenare le acque oppure quando questi fungono da punti di uscita delle acque di falda.
Uvala
Le uvala derivano dall’allargamento o fusione di due o più doline. I contorni delle uvala risultano sinuosi e lobati e la profondità massima è di alcune decine di metri. L’allineamento di più doline solitamente indica la presenza di strutture geologiche quali faglie o assi di piega,
Valli cieche
Le valli cieche sono valli fluviali lungo il cui corso, solitamente nel tratto terminale, si sono aperti uno o più inghiottitoi: a monte di questi l'incisione continua ad approfondirsi, a valle non c'è più acqua corrente e quindi il suo sviluppo si interrompe, formando una valle secca, mentre l’area attorno all'inghiottitoio (in cui viene assorbita l'acqua) si evolve come una dolina e la parte a monte come una valle fluviale.
Nel Carso Classico ricordiamo la Valle cieca del Reka (Timavo) superiore: il fiume, che scorre per oltre cinquanta chilometri su terreni impermeabili, incontra i calcari presso l’abitato di Vreme in Slovenia e viene inghiottito nel sottosuolo presso le Grotte di San Canziano (Škocjanske Jame).
Karren
I Karren sono le piccole forme che vengono a scolpirsi sulla superficie delle rocce solubili direttamente esposte agli agenti atmosferici o coperte da suoli.
Esse sono legate o alla dissoluzione attiva delle acque che scorrono sui fianchi più o meno acclivi o alla dissoluzione statica operata dalle acque stagnanti nelle depressioni.
Nel loro complesso le dimensioni delle forme variano da pochi millimetri alle decine di metri ma l’estensione degli affioramenti scolpiti possono raggiungere anche i molti chilometri quadrati.
Crepacci
I crepacci carsici sono fratture profonde, legate alle vie di deflusso preferenziale delle acque guidate da fratturazione della roccia. I fianchi sono sempre molto inclinati, il fondo è piatto o a "V" aperta. Dal punto di vista genetico sono simili ai solchi carsici; tuttavia, mentre nei solchi carsici è la massima pendenza a guidare il defluire delle acque, nei crepacci sono i piani di discontinuità (normalmente le fratture della roccia) a condizionare la direzione del movimento.
Griže
Le grize sono pietraie date da blocchetti di roccia calcarea di piccole dimensioni e dagli spigoli aguzzi.
Si formano in seguito alla frammentazione del substrato roccioso per il progredire del processo carsico lungo superfici di discontinuità.
Scannellature
Le sono forme minute rappresentate da solchi rettilinei, (profondi circa 1 cm, larghi 1-4 cm, lunghi 5-50 cm) a sezione arrotondata. In genere sono riunite in complessi (a pettine, a penna, a fascio, a isola), sono separate da una "crestina" aguzza che funge da spartiacque e sono tipiche di superfici poco inclinate. Si originano per dissoluzione della roccia dovuta allo scorrimento di acque piovane lungo la sua superficie e lungo le linee di massima pendenza. A valle delle scannellature si trovano spesso superfici lisce che corrispondono alle zone dove l'acqua è in grado di formare, per unione dei diversi filetti idrici, un velo continuo che scorre in modo omogeneo.
Solchi carsici / docce carsiche
I solchi carsici sono larghi più di 5 cm, profondi più di 3 cm, lunghi almeno 100 cm. Seguono la massima pendenza della superficie calcarea. Hanno forma varia, la sezione è sempre a "U", ma i fianchi possono essere più o meno acclivi. Lo sviluppo è tanto rettilineo che tortuoso o a meandri, il fondo è liscio, spesso incavato da un solco secondario. Il profilo longitudinale è talvolta caratterizzato da un andamento a gradinata per le presenza di piccole conche.
Ripiani di soluzione
I ripiani di soluzione sono estese superfici lisce che si trovano a valle della fascia delle scannellature dove le acque superficiali formano un velo continuo con scorrimento omogeneo.
Fori di dissoluzione
I fori di dissoluzione sono microforme carsiche tubolari a sezione circolare o ellittica, di diametro da millimetrico a decimetrico, come buchi trapano nella roccia che si formano in corrispondenza di canalicoli nelle fratture.
La sezione del cono del buco appare più allargata procedendo dal basso verso l'alto e questo è dovuto a fenomeni di capillarità prima e di circolazione d'aria umida poi.
Vaschette
Le vaschette di corrosione (internazionalmente note con il termine sloveno di Kamenitza), sono microdepressioni carsiche create dalla presenza di sostanza organica. Le vaschette hanno profondità da 2 a 50 cm con diametro da 4 a 400 cm. Il fondo è quasi sempre orizzontale, la sezione è a piatto o a scodella allargata verso il basso.
Le vaschette si allargano più velocemente di quanto si approfondiscano in quanto la corrosione è più attiva ai bordi che sul fondo.
Hum
Gli HUM sono quanto rimane di un rilievo calcareo. Queste strutture carsiche sono definite torrioni o hum, termine di origine serbo-croata che indica appunto i rilievi calcarei residuali. L’intensa e continua attività di dissoluzione dell’acqua meteorica sulle rocce circostanti e la contemporanea presenza di un fitto reticolo di fratture presenti nell'ammasso roccioso calcareo, nel tempo possono causare un lento ma progressivo ampliamento delle vie di scorrimento, arrivando a suddividere gli originari affioramenti calcarei in blocchi, talvolta di grosse dimensioni. Quando sono numerosi e accostati vengono chiamati “città di roccia”.
Roofless caves
Le roofless cave sono antiche cavità senza volta perché “scoperchiate” dall’abbassamento per erosione della superficie topografica. Spesso sono riempite da sedimenti argillosi, concrezioni o crolli anche se capita frequentemente che le acque meteoriche dilavino i sedimenti in esse contenute e questo giustifica il fatto che la maggior parte delle roofless cave si presentano in superficie come depressioni assimilabili alle doline.
Grotte
Le grotte sono cavità naturali, uno degli ambienti carsici più importanti del Carso triestino, solo in quest’area ne sono state scoperte oltre 3300.
Le grotte si sono originate in seguito a spinte tettoniche di natura geologica che interessano l'area da oltre 30 milioni di anni. Le fessurazioni della roccia calcarea sono state allargate dall'erosione e dal lento processo di dissoluzione da parte delle acque meteoriche rese più acide dalla presenza di anidride carbonica. Tutto il sottosuolo calcareo del Carso è un susseguirsi di cavità distinte con vari nomi a seconda di forma e vastità: gallerie, cunicoli, meandri, pozzi, abissi, antri, sale e caverne. All'interno della grotta, la rideposizione del carbonato di calcio costruisce spettacolari tipologie di concrezioni calcitiche che prendono il nome di: stalattiti, stalagmiti, eccentriche, colonne, gours, colate e pisoliti.
Stalattiti
Stalattiti e stalagmiti sono le concrezioni o speleotemi più comuni e conosciuti.
Le stalattiti si formano dal soffitto: la goccia d’acqua cadendo, perde per diffusione anidride carbonica nell’atmosfera della cavità e deposita intorno a sé cristalli di calcite i cui assi di accrescimento sono perpendicolari alla superficie da cui gocciolano (o su cui scorrono) le acque.
L’acqua percola attraverso un canalicolo centrale, il che contribuisce alla crescita verticale.
Se il canalicolo non riesce a drenare le gocce, l’acqua percola anche attraverso la superficie esterna e la stalattite accresce anche radialmente.
Stalagmiti
Stalattiti e stalagmiti sono le concrezioni o speleotemi più comuni e conosciuti.
Le stalagmiti si formano nel punto di caduta sul pavimento di una goccia d’acqua che nell’impatto disperde anidride carbonica nell’atmosfera della cavità e deposita i cristalli di calcite.
La dimensione e la forma, estremamente variabili, della stalagmite dipendono oltre che dalla velocità di caduta (e quindi dall’altezza di gocciolio), dalla quantità di acqua e dal suo regime (influenza anche dal clima esterno). La classica forma cilindrica con l’apice ogivale si origina in quanto la deposizione è massima nel punto di impatto e tende a diminuire radialmente.
Frequenti sono le stalagmiti complesse, costituite da un gocciolio intenso e continuo, con mensole e stalattiti secondarie che complicano la struttura allargandola e movimentandola.
Tubolari, spaghetti, canule
Le tubolari sono stalattiti particolari il cui diametro rimane costante e coincidente con quello della goccia che la attraversa (0,4-0m - 6 cm).
Il gocciolio deve essere lento per consentire la deposizione del materiale a corona circolare ma anche abbastanza veloce da non permettere la concrezione nella parte interna.
Si genera così una cannula tubolare, le cui pareti dallo spessore millimetrico, sono costituite da cristalli di calcite con asse di accrescimento in direzione della forza di gravità.
Se l’acqua scorre lungo la parete esterna, si generano cristalli con asse perpendicolare alla cannula e quindi inizia a formarsi una stalattite.
Colonne
Sono concrezioni che si formano per l’unione di una stalattite con una stalagmite che crescendo assieme si saldano in un corpo unico generando appunto la colonna.
Vele
Le vele si formano quando la goccia d’acqua, prima di staccarsi dal soffitto scorre lungo la parete per un certo tempo e deposita il carbonato di calcio dando origine a un drappo.
Le diverse bande di una vela variano in spessore e colore in funzione dell’entità del percolio e della percentuale di impurità per ossidi metallici, processi che dipendono dal clima esterno.
Baldacchini
Si tratta di concrezioni sporgenti dalle pareti che sono caratterizzate da una superficie inferiore piatta o inclinata sulla quale si manifestano successive ulteriori fasi di concrezionamenti. La formazione della superficie inferiore è legata a diversi meccanismi: la rapida variazione nel tempo del flusso d’acqua; la presenza di un sedimento che viene poi dilavato; presenza di una superficie di acqua il cui livello rimane stabile nel tempo
I dischi
Prendono il nome di dischi quelle concrezioni formate da due elementi circolari e piatti e separati tra loro da un piano di alimentazione in cui scorre l’acqua.
Gour
I gours sono delle vere e proprie dighe calcitiche che si formano quando il flusso laminare dell’acqua che scorre su un pavimento rallenta e si innescano processi di concrezionamento sul fronte.
La diga può accrescersi in altezza e larghezza e fungere da barriera per l’acqua.
Pisoliti
Le pisoliti, o perle di grotta, sono concrezioni di forma sferica o che si originano in vaschette con acqua in movimento. Si formano per accrescimento attorno ad un nucleo solido, per esempio un granello di sabbia o un frammento di roccia. Possiamo ritrovarle in acque notevolmente sovrasature di carbonato di calcio. Maggiore è la saturazione, più favorita è la formazione di nuovi centri di accrescimento rispetto all'accrescimento di quelli esistenti e quindi si avranno pisoliti più piccole e numerose.
Latte di monte
Il latte di monte è un agglomerato di sostanze microcristalline che, impregnato d'acqua, si presenta soffice e plastico. Quando secca si riduce a un aspetto polveroso. Si forma, prevalentemente per precipitazione del carbonato di calcio a partire da acque sovrasature, in condizioni tali che i germi di cristallizzazione restano disordinati senza sviluppare evidenti cristalli.
Eccentriche
Sono concrezioni che hanno la principale caratteristica di svilupparsi in ogni direzione e la loro lunghezza può variare da pochi millimetri a vari metri, mentre il diametro passa da frazioni di millimetro a oltre 10 centimetri.
Caratteristiche comuni a tutte le eccentriche sono che il canalicolo che si sviluppa all'interno dell’eccentrica per la deposizione del carbonato di calcio prende una forma del tutto indipendente e che ha una dimensione molto piccola tra 0,008 e 0,5 millimetri. La loro curvatura può essere costante e continua o variare secondo angoli definiti dal reticolo cristallino.
Colate
Le colate sono strati di calcare depositato lungo le pareti da strati d'acqua. Anch'esse non sono limitate dalla gravità e possono raggiungere dimensioni notevoli.
Coralloidi
I coralloidi sono concrezioni formate da microforme globulari più o meno sferiche, di diametro variabile, da qualche millimetro ad un paio di centimetri.
I coralloidi si formano quando l’acqua per capillarità risale la superficie della roccia e in seguito all’evaporazione deposita le particelle (microcristalli) di calcite sulla sua superficie. Si forma così una struttura globulare poiché il coralloide può svilupparsi in tutte le direzioni e, raggiunta una certa dimensione, possono su di esso possono svilupparsi coralloidi di secondo ordine.
Glossario del carsismo realizzato per il Centro Didattico Naturalistico di Basovizza (Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), testi validati in italiano, inglese, sloveno e tedesco.
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