> Formazione del Calcare di Monte Cavallo <
Complesso di scogliera del Col dei S’cios
Calcare s.m.
Il calcare è una roccia sedimentaria di origine chimica o organogena, composta prevalentemente da carbonato di calcio (CaCO₃) sotto forma di calcite o aragonite.
Sentiero geo-paleontologico del Col dei S’cios
Traccia GPS Divulgando Srl, rilevata il 6 aprile 2023 · La guida indica un anello di circa 6 km con 250 m di dislivello; i valori qui sopra sono calcolati dalla traccia GPS. Tempo stimato: 4 km/h più 1 ora ogni 400 m di salita, soste escluse.

La piattaforma carbonatica: dove vivevano le rudiste
Tra 160 e 65 milioni di anni fa l’area del Cansiglio–Cavallo era la Piattaforma Friulana: un mare caldo e poco profondo alla latitudine dei tropici, con paesaggi simili alle attuali Bahamas.
Il disegno ne mostra le zone, dalla scarpata che scende verso il mare aperto del Bacino Bellunese fino alla costa. Nella piattaforma esterna e interna vivevano coralli, bivalvi – tra cui le rudiste – e gasteropodi, con piccole scogliere isolate (patch-reef); nella zona intertidale, tra alta e bassa marea, crescevano le stromatoliti.
Il Calcare del Col dei S’cios conserva una delle fasi di massimo sviluppo delle biocostruzioni a rudiste, tra il basso e il medio Cenomaniano (100–95 milioni di anni fa).
Disegno di Barbara Buttignol · dal pannello «La Formazione del Calcare del Monte Cavallo» · Comune di Polcenigo, progetto Divulgando Srl
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> Il Col dei S’cios <
Il Col dei S’cios (o Schiosi) rappresenta un sito di rilevante interesse geologico, tanto da essere riconosciuto e tutelato come Geosito dalla Regione Friuli Venezia Giulia.
Questo luogo da secoli è apprezzato dai ricercatori per le sue peculiarità paleontologiche e geologiche, in particolare, sono da evidenziare gli affioramenti fossili a rudiste (Fm. del Calcare di Monte Cavallo), che caratterizzano la parte meridionale della dorsale del Monte Candaglia.
Tra i pionieri degli studi paleontologici del sito, spicca il nome del dott. Giulio Andrea Pirona che, in un suo saggio del 1882, scrisse: “il luogo ha nome Col dei Schiosi (delle chiocciole), derivatogli dalla grande copia di avanzi fossili, specialmente gasteropodi, dei quali quelle roccie corrose e quasi direi guaste dall’azione meteorica sono ripiene, e che talvolta, liberi da ogni aderenza, giacciono disseminati sul suolo”. In poche righe Pirona illustra la straordinaria ricchezza fossilifera del Col dei S’cios, successivamente avvalorata anche da altri ricercatori dell’epoca.
È importante sottolineare che molti dei reperti allora rinvenuti da Pirona sono stati asportati nel corso del tempo, sia per scopi scientifici e museali, sia per finalità non sempre destinate alla collettività. In questo contesto, appare pertanto fondamentale promuovere l’importanza della tutela e della conservazione delle testimonianze fossili rimaste in sito.
Il Col dei S’cios non si distingue solo per il suo valore paleontologico, ma anche per le sue caratteristiche geologiche. Le “rocce corrose e guaste dall’azione meteorica” offrono uno scenario tipico delle aree carsiche modellate nel tempo dalla persistente azione dell’acqua. Il territorio appare tormentato da un grande numero di doline e le rocce sono segnate da morfologie carsiche di superficie come , e solchi.
Inoltre, l’acqua, penetrando tra le fratture delle rocce, crea profonde cavità che fungono da dreni verticali e costituiscono un’importante area di alimentazione per le sorgenti della pedemontana pordenonese.

> Alla ricerca delle rudiste <
Le rudiste erano molluschi bivalvi che fecero la loro prima comparsa sulla Terra alla fine del Giurassico, circa 160 milioni di anni fa e si diffusero ampiamente nel corso del Cretaceo. Purtroppo, così come accadde per i dinosauri e per circa il 75 % delle specie, le rudiste scomparvero definitivamente alla fine del Cretaceo (66 milioni di anni fa), con l’ultima estinzione di massa.
Analogamente alle attuali ostriche, le rudiste erano organismi filtratori che popolavano le piattaforme carbonatiche di un antico mare tropicale. Il nome, introdotto da Lamarck nel 1819, deriva dal latino rudis per l’aspetto grezzo dei loro gusci. Già nel 1599 Ferrante Imperato ne descriveva la forma insolita, paragonandole a “corna di drago”. Dotate di una conchiglia robusta, le rudiste erano organismi costruttori che possedevano due valve tra loro differenti: una fissa al substrato e una mobile. Vivevano solitarie o in colonie, filtrando l’acqua per nutrirsi e riproducendosi tramite larve trasportate dalle correnti.
Nel corso di milioni di anni, le rudiste si sono evolute in diverse specie, assumendo varie forme e colonizzando più ambienti di piattaforma.

> Il sentiero geo-paleontologico <
Per promuovere la tutela della geodiversità, è stato realizzato un sentiero geo-paleontologico che si snoda in un percorso ad anello di 6 km, con un dislivello di 250 metri. L’itinerario offre un’esperienza variegata: una parte del sentiero attraversa le rocce e i boschi del Cansiglio, mentre un’altra si apre su ampi spazi panoramici, regalando suggestive vedute sulla pianura sottostante. Il percorso collega le due malghe principali del Comune di Polcenigo, la Malga Col dei S’cios e la Malga Costa Cervera, offrendo ai visitatori non solo un’esperienza immersiva nella natura, ma anche l’opportunità di conoscere la tradizione locale dell’alpeggio.

> La Piattaforma Friulana <
L’area del Cansiglio - Cavallo, al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, conserva le tracce di un lontano passato, risalente a milioni di anni fa, quando l’Italia e le Alpi non esistevano ancora. Tra il Giurassico e il Cretaceo (da 200 a 66 milioni di anni fa) l’attuale territorio del Friuli Venezia Giulia era un’ampia piattaforma carbonatica marina, situata alla latitudine dei tropici e denominata Piattaforma Friulana.
Immerse nel clima caldo del Mesozoico, le piattaforme carbonatiche esercitarono un ruolo predominante in tutto il paesaggio marino delle fasce intertropicali, creando paesaggi simili alle attuali Bahamas, favorevoli alla proliferazione della vita.
In particolare, il Calcare del Col dei S’cios, rappresenta la base della Formazione del Calcare di Monte Cavallo ed è indicativo di uno degli episodi di massimo sviluppo delle biocostruzioni a rudiste, che si instaurarono sulla piattaforma carbonatica nelle fasi di trasgressione marina tra il basso-medio Cenomaniano (100-95 milioni di anni fa).
Tra i fossili più rappresentativi troviamo i molluschi bivalvi con numerose specie di rudiste della famiglia Caprinidae, tra le quali spicca Caprina schiosensis Boehm e altri generi meno rappresentati come Apricardia e Radiolites. Numerosi sono i gasteropodi della famiglia Nerineidae e Acteonellidae, sporadici risultano i coralli.

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