> Sperlonga delle Do Boche <
“Sperlonga” in dialetto significa voragine: due bocche separate da un ponte di roccia si aprono su un pozzo di 40 m.
Dalla guida
La cavità si apre a 1.150 m sul lato del sentiero degli Slipari che dalle Paradise scende nel Pian del Cansiglio. Consiste in una grotta verticale profonda 60 m con due ingressi separati da un ponte di roccia, per questo si chiama delle “due bocche”. Ha uno sviluppo di 14 m e presenta un primo pozzo profondo 40 m che termina con un piano detritico. Sulla parete NE si apre una finestra che dà accesso ad un pozzo di 18 m dal fondo ostruito. È stata rilevata per la prima volta da alcuni speleologi triestini della C.G.E.B. Società Alpina delle Giulie nel 1957. Il termine Sperlonga localmente significa voragine. Alla base del grande pozzo sono stati raccolti alcuni esemplari di Oryotus ravasinii, un coleottero cavernicolo appartenente alla famiglia dei colevidi ed esclusivo delle cavità delle Prealpi Bellunesi - Carniche, con limite occidentale la località di Praderadego e limite orientale la Val Cellina. Si tratta di insetti che vivono in grotte “fredde” e si nutrono di detriti trasportati dall’acqua.
Com’è fatta
- Primo pozzo di circa 40 m diviso all’imbocco da un ponte di roccia.
- Fondo detritico; da una finestra sulla parete NE si scende un secondo pozzo di 18 m.
- Profondità totale 60 m.
Storia delle esplorazioni
- 1948
Prima esplorazione del Gruppo Triestino Speleologi, su segnalazione degli abitanti
- 1957
Primo rilievo (CGEB)
- 1972
Aggiornamento (SAS)
- 2011
Targhettatura (GS Sacile)
Dentro Sperlonga delle Do Boche
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